La Direttiva Europea 2010/27 sugli “usi finali dell’energia”, recepita con il D.Lgs 102/2014 e 141/2016, ha introdotto la diagnosi energetica come strumento di conoscenza dei consumi energetici di un edificio o gruppo di edifici, di un impianto industriale o commerciale e di servizi pubblici o privati, individuando e quantificando le opportunità di risparmio energetico in relazione all’analisi costi-benefici.

In Italia esiste l’obbligo di condurre, con cadenza quadriennale e da parte di soggetti certificati EGE (Esperti in gestione Energia) secondo la UNI CEI EN 16247, una diagnosi energetica per le imprese di grandi dimensioni e per imprese con consumi rilevanti di energia che accedono alla c.d. agevolazione per utenti energivori.
Nel settore civile la diagnosi energetica permette di conoscere al meglio lo stato di fatto di un edificio, di valutarne gli interventi migliorativi più efficienti, di quantificare l’energia utilizzata, di definire le cause degli sprechi e di suggerire all’utente le priorità degli interventi migliorativi.

Le fasi di una diagnosi energetica possono essere definite dalla:

– raccolta ed analisi delle spese energetiche
– raccolta ed analisi degli elaborati tecnici
– pianificazione dei sopralluoghi, con controlli e verifiche dell’involucro edilizio e dei sistemi impiantistici
– analisi dei servizi energetici
– costruzione dell’inventario energetico
– calcolo degli indicatori di prestazione energetica
– individuazione degli interventi migliorativi
– analisi costi-benefici
– valutazione della priorità degli interventi

Fasi che possono essere raggruppate in:

– Raccolta di dati durante i sopralluoghi
– Elaborazione dei dati raccolti

La diagnosi energetica risulta dunque fondamentale per la pianificazione di un programma di riqualificazione energetica, conoscere le patologie di un edificio o le criticità di un impianto significa studiarne i comportamenti e trovare specifiche soluzioni, che non possono essere adattate ad altre situazioni.

Per intervenire in modo responsabile su un edificio esistente è dunque necessario avere un elevato grado di conoscenza dello stato di fatto.

Gli interventi migliorativi che una diagnosi energetica può suggerire sono:

– l’Adozione di sistemi impiantistici ad alta efficienza
– l’isolamento termico degli edifici
– l’istallazione di corpi illuminanti ad elevata efficienza
– l’impiego di sistemi di regolazione, monitoraggio e di gestione dei consumi
– l’istallazione di impianti a fonti energetiche rinnovabili

ANALISI STRUMENTALI

Le analisi strumentali che possono integrare una diagnosi energetica con tecniche non distruttive o micro-invasive sono effettuate con :

L’analisi termoigrometrica permette di analizzare, con una durata di 3-7 giorni, la temperatura e l’umidità relativa di un ambiente. L’analisi permette di studiare i comportamenti degli utenti e di analizzare alcune patologie dell’involucro. La raccolta dei dati è utile alla progettazione e alla valutazione del comfort termico e del benessere termoigrometrico degli ambienti, ai sensi della UNI EN ISO 7730 e dei Criteri Ambientali Minimi (D.M. 11 ottobre 2017)

L’analisi termografica permette di analizzare alcune patologie dell’involucro edilizio e di individuare guasti e/o criticità negli impianti.
Le immagini ad infrarosso sono in grado di determinare la temperatura di una superficie attraverso la misura della radiazione infrarossa emessa, con una sensibilità che può arrivare sino a pochi centesimi di grado.

E’ possibile diagnosticare diverse problematiche come:

– dispersioni termiche
– ponti termici
– tessitura muraria e tipologia costruttiva dell’edificio
– difetti di posa del cappotto termico
– difetti di tenuta all’aria dell’involucro edilizio
– umidità di risalita
– infiltrazioni di acqua piovana
– perdite di acqua in corrispondenza di tubazioni e serpentine

L’analisi termoflussimetrica è una prova non distruttiva che consente la determinazione del valore di trasmittanza termica di una stratigrafia.
L’analisi risulta essere molto utile per determinare i parametri termici di un componente edilizio (tipicamente una parete) di cui non si conoscono né la stratigrafia né le caratteristiche dei materiali usati. Il test effettuato nei periodi invernali ha una durata di 3-7 giorni, durante i quali è opportuno avere una differenza di temperatura tra interno ed esterno superiore a 15°C. L’analisi effettuata con un flussimetro e due sensori di temperatura posti all’interno e all’esterno della stratigrafia, permette di determinare il flusso di calore che la attraversa.

L’analisi video-endoscopica con un piccolo foro eseguito grazie a un trapano a punta svasata, consente di verificare la consistenza, la tipologia e la natura del singolo strato del componente edilizio analizzato.
La prova endoscopica può indagare tutto quello che può essere nascosto all’occhio umano ma raggiungibile attraverso un piccolo foro, come ad esempio rotture localizzate di tubazioni e impianti tecnologici, intasamenti di reti pluviali o di scarico, discontinuità e vuoti interni di murature, solai orizzontali, coperture a falda, intercapedini e strutture  portanti di controsoffitti.

L’analisi di permeabilità all’aria dell’involucro edilizio di edifici residenziali, terziari ed industriali consente di definire i ricambi d’aria orari di un volume interno. La strumentazione è caratterizzata da un manometro e da un ventilatore calibrato a controllo elettronico che viene montato temporaneamente sulla porta d’ingresso dell’edificio, attraverso un pannello che si adatta alle misure della porta sigillandola perfettamente.
Il blower door test in conformità alla ISO 9972:2015 e alla Normativa Europea EN 13829 misura, a diversi valori di ∆P, la pressione interna ed esterna dell’edificio ed il flusso d’aria generato dal ventilatore.
Ad una differenza di pressione di 50 pascal, tra interno ed esterno dell’edificio, vengono ricercati i difetti di tenuta all’aria dell’involucro, ovvero perdite di aria dagli infissi, da nodi strutturali, da crepe e da canalizzazioni.
Difetti di tenuta all’aria che vengono individuati con termocamere, anemometri, generatori di fumo freddo, fumi di gas traccianti.

Al termine del blower door test, in seguito alle riparazioni dei difetti di tenuta, si ripeterà di nuovo il test verificando il beneficio apportato dall’intervento di “riparazione”.
Rendere l’edificio esente da infiltrazioni d’aria, permette di:

  • di risparmiare energia con la riduzione delle perdite per ventilazione
  • di ridurre i rumori
  • d ridurre la quantità di allergeni e di particelle inquinanti
  • di aumentare il confort abitativo

I Sistemi di monitoraggio energetico si compongono di tre elementi:

– infrastruttura fisica (sensori e strumenti di monitoraggio)
– infrastruttura di rete (cablata o wireless)
– piattaforma software per la raccolta e la gestione dei dati rilevati

Le misurazioni possono essere effettuate con misuratori standard o di tipologia MID.
Questi ultimi, rispondendo ai requisiti della direttiva Europea 32/2014 (Measuring Instruments Directive), certificano la misurazione e permettono l’accesso a forme di incentivazione per l’efficientamento energetico.

Le soluzioni per raccogliere e analizzare le misurazioni eseguite sono diverse, di solito i misuratori sono connessi a un’unità centrale che raccoglie le misure e le invia in un database in cloud per effettuare le successive analisi su piattaforme dedicate all’efficienza energetica.