La riqualificazione energetica dell’involucro edilizio prevede la coibentazione termica delle pareti disperdenti, dei solai di copertura e dei solai di calpestio.

Tali interventi sono molto efficienti in quanto riducono le dispersioni termiche di una superficie molto estesa, rivolta verso l’esterno e verso i locali non riscaldati (vani scala, autorimesse, cantine, porticati, sottotetto, ecc.).

La coibentazione termica dell’involucro edilizio oltre alla riduzione dei consumi di riscaldamento e di raffrescamento aumenta il comfort termo-igrometrico degli occupanti.

In inverno la coibentazione termica e la correzione dei ponti termici garantisce il comfort termo-igrometrico con temperature superficiali interne più alte tali da ridurre rischi di condensa e muffa.

In estate l’isolamento termico dell’involucro edilizio opaco può contribuire a ritardare e a smorzare l’onda termica della radiazione solare, e in combinazione con altre strategie passive (schermature solari e massa di accumulo) a evitare il surriscaldamento nelle ore più calde della giornata.

Le strategie principali per migliorare le prestazioni energetiche di un edificio sono:

– isolamento termico delle superfici opache disperdenti

– attenuazione dei ponti termici

– miglioramento della tenuta all’aria

Intervenire sulle pareti esterne è sempre consigliato in quanto ad esse è generalmente imputabile la percentuale maggiore di dispersione termica dell’involucro edilizio.

Per l’isolamento termico delle pareti disperdenti si configurano tre modalità di intervento in funzione della collocazione dello strato isolante rispetto alla stratigrafia esistente:

– isolamento termico all’esterno

– isolamento termico ad intercapedine

– isolamento termico all’interno

 

Il miglior isolamento termico è quello esterno perchè è in grado di garantire :

– la continuità dell’isolamento termico delle pareti

– la risoluzione o attenuazione dei ponti termici

– la riduzione del rischio di formazione di condensa interstiziale e di muffa

– la protezione dagli agenti atmosferici delle pareti esterne e della struttura portante dell’edificio

– lo sfruttamento della capacità di accumulo della parete e miglioramento della prestazione estiva

– il facile raggiungimento dei valori limite per l’accesso alle detrazioni fiscali per il risparmio energetico

 

Il cappotto termico è la misura più efficace per la coibentazione termica delle pareti perimetrali, esso deve soddisfare 3 requisiti fondamentali :

 

  1. essere certificato ETA (secondo ETAG 004) con marcatura CE di sistema;
  2. effettuare una corretta progettazione e posa del cappotto termico secondo il manuale Cortexa ai sensi della UNI/TR 11715:2018;
  3. avvalersi di posatori specializzati ed esperti, le cui competenze siano certificate dalla UNI 11716:2018.

La coibentazione termica dell’involucro edilizio deve dunque essere un vero e proprio sistema definito ETICS, ossia External Thermal Insulation Composite System (Sistemi Compositi per l’Isolamento Termico Esterno).

 

Il sistema a cappotto è possibile applicarlo su diverse tipologie di supporto:

– mattoni pieni e  blocchi di laterizio;

– blocchi pesanti e leggeri in calcestruzzo;

– calcestruzzo normale alveolare;

– pareti in legno o in legno cemento;

– intonaci nuovi o esistenti purché perfettamente aderenti e resistenti;

I parametri da valutare nella scelta di un materiale isolante sono:

– in inverno, la conducibilità termica (ʎ) ovvero la tendenza del materiale a farsi attraversare dal calore.

L’intera stratigrafia sarà caratterizzata dalla trasmittanza termica (U) che indica la capacità di 1 mq di superficie a farsi attraversare dal calore, per cui se una parete ha una trasmittanza (U) bassa la sua prestazione termica sarà migliore in quanto essa sarà attraversata da una minore quantità di calore.

– in estate lo sfasamento Ψ e il fattore di attenuazione.

Lo sfasamento rappresenta il tempo che l’onda termica impiega per attraversare la stratigrafia, dalla superficie esterna alla sua superficie interna. Onda termica che giungerà all’interno con una intensità smorzata a causa del fattore di attenuazione.

I materiali isolanti più utilizzati sono il polistirene espanso sinterizzato (sigla EPS secondo la EN 13163), la lana minerale (sigla MW secondo la EN 13162) e il poliuretano espanso (sigla PU secondo la EN 13165).

Nelle aree esposte a spruzzi d‘acqua si utilizzano polistirene espanso sinterizzato ad alta densità, poliuretano espanso rigido oppure polistirene espanso estruso (sigla XPS secondo la norma EN 13164).

 

Altri materiali isolanti impiegati nei sistemi a cappotto sono:

 

Pannelli in EPS additivato con grafite (EPS), di colore grigio e lambda migliorato secondo la UNI EN 13163

Pannelli in lana minerale (MW), ovvero lana di roccia e lana di vetro secondo la UNI EN 13162

Pannelli in fibra di legno (WF), secondo la UNI EN 13171

Pannelli in poliuretano espanso rigido (PU) secondo la UNI EN 13165

Pannelli in sughero naturale (ICB), ovvero sughero bruno espanso secondo la UNI EN 13170

Pannelli in resina fenolica espansa (PF) secondo la UNI EN 13166.

Pannelli isolanti provenienti da filiere di prodotti naturali principalmente di origine vegetale.

 

I Requisiti Essenziali di un cappotto termico, garantiti da un sistema sono:

 

  • RESISTENZA MECCANICA E STABILITÀ

L’opera deve essere concepita e costruita in modo che i carichi di cui è sottoposta durante

la costruzione e l’uso non provochino:

– il crollo dell’intera opera o di una sua parte;

– gravi ed irreparabili deformazioni;

– danni ad altre parti dell’opera generati da una deformazione degli elementi portanti;

– danni di gravità sproporzionata rispetto alla causa che li ha provocati.

 

  • SICUREZZA IN CASO DI INCENDIO

L’opera deve essere concepita e costruita in modo che, in caso di incendio:

– la capacità portante dell’edificio possa essere garantita per un periodo di tempo determinato;

– la produzione e la propagazione del fuoco e del fumo all’interno delle opere siano limitate;

– la propagazione del fuoco ad opere vicine sia limitata;

– gli occupanti possano lasciare l’opera o comunque essere soccorsi;

– sia presa in considerazione la sicurezza delle squadre di soccorso;

– sia evitata o limitata la caduta di parti di facciata.

 

  • IGIENE, SALUTE E AMBIENTE

L’opera deve essere concepita e costruita in modo da non compromettere l’igiene o la salute degli occupanti o dei vicini e, in particolare, in modo da non provocare:

– sviluppo di gas tossici;

– presenza nell’aria di particelle o di gas pericolosi;

– emissione di radiazioni pericolose;

– inquinamento o tossicità dell’acqua o del suolo;

– difetti nell’eliminazione delle acque di scarico, dei fumi e dei rifiuti solidi o liquidi;

– formazione di umidità su parti o pareti dell’opera.

 

  • SICUREZZA DURANTE L‘USO

L’opera deve essere concepita e costruita in modo che il suo uso non comporti rischi di incidenti, quali scivolate, cadute, collisioni, bruciature, folgorazioni, ferimenti a seguito di esplosioni.

 

  • PROTEZIONE CONTRO IL RUMORE

L’opera deve essere concepita e costruita in modo che il rumore cui sono sottoposti gli occupanti e le persone non comprometta la loro salute consentendo soddisfacenti le condizioni di sonno, di riposo e di lavoro.

 

  • RISPARMIO ENERGETICO E DISPERSIONE TERMICA

L’opera e i relativi impianti di riscaldamento, raffrescamento ed aerazione devono essere concepiti e realizzati in modo che il fabbisogno energetico dell’edificio sia moderato senza che ciò pregiudichi il benessere termico degli occupanti.

 

  • USO SOSTENIBILE DELLE RISORSE NATURALI

Le opere di costruzione devono essere concepite, realizzate e demolite in modo che l’uso delle risorse naturali sia sostenibile e garantisca in particolare quanto segue:

– il riutilizzo o la riciclabilità delle opere di costruzione, dei loro materiali e delle loro parti dopo la demolizione;

– la durabilità delle opere di costruzione;

– l’uso, nelle opere di costruzione, di materie prime e secondarie ecologicamente compatibili.

 

I sistemi ETICS rispondono ai requisiti indicati ponendo una particolare attenzione sia in fase di progettazione che di esecuzione dell’opera.

La garanzia del sistema è data dalla presenza di un “kit” certificato, in cui i singoli componenti sono stati precedentemente studiati e testati per lavorare insieme.

Solo i sistemi certificati, e non i cappotti assemblati con componenti di diversa provenienza, sono in grado di garantire prestazioni specifiche quali il comportamento termoigrometrico, la durabilità, la resistenza agli urti e il comportamento al fuoco.

Facendo uso di sistemi certificati è il produttore, ovvero il detentore del sistema, a garantire tutto: sia i singoli componenti che il cappotto stesso.

I risultati di efficienza energetica e di durata del sistema si possono ottenere tramite la perfetta combinazione e sinergia tra gli elementi che compongono il sistema a Cappotto e attraverso una progettazione ed una esecuzione a regola d‘arte.

 

La funzionalità dell’edificio viene garantita attraverso una progettazione ed un’applicazione adeguata di tutti i componenti, di tutti i materiali e di tutti i prodotti utilizzati. A livello europeo esiste un riferimento normativo per i sistemi di isolamento a cappotto denominato ETAG 004.

L’ETAG 004 definisce il sistema a cappotto come un sistema di elementi costruttivi costituito da diversi componenti specifici:

– collante

– materiale isolante

– tasselli (se necessari)

– intonaco di base

– armatura (rete in tessuto di fibra di vetro)

– intonaco di finitura (rivestimento con eventuale fondo adatto al sistema)

– accessori (ad esempio rete angolare, profili per raccordi e bordi, giunti di dilatazione, profili per zoccolatura)

 

In fase di progettazione è necessario dunque prevedere che :

– il Sistema ETICS previsto sia correttamente dimensionato per l’isolamento termico richiesto e garantisca un passaggio adeguato del vapore acqueo;

– siano rispettate le norme antincendio dei regolamenti nazionali vigenti;

– siano disponibili indicazioni sulla morfologia del territorio adiacente all’edificio ed i relativi carichi di vento caratteristici per definire il fissaggio meccanico supplementare tramite tassellatura, se previsto;

– giunti, raccordi, perforazioni e dettagli siano progettati mettendo a disposizione chiare indicazioni di realizzazione;

– giunti e raccordi siano realizzati in modo da resistere alla pioggia battente e impedire la formazione di umidità sul retro del Sistema a Cappotto;

– gli elementi di fissaggio di persiane, ringhiere, tapparelle, ecc. siano realizzati in modo da consentire un montaggio stabile e privo di ponti termici;

– siano analizzate le zone più critiche e valutate le soluzioni più adeguate (per esempio zoccolatura, edifici alti, contatto con acqua).

Un sistema a cappotto, per poter essere definito eccellente, deve essere composto dai seguenti elementi:

 

 

Il fissaggio del sistema a cappotto, definito nell’ETAG 004, prevede due metodi di fissaggio.

 

Il primo metodo prevede che i pannelli siano:

– completamente incollati sull’intera superficie o parzialmente incollati in fasce e/o punti specifici;

– incollati e con fissaggi meccanici aggiuntivi con il carico distribuito totalmente dallo strato legante.

I fissaggi meccanici sono utilizzati per fornire stabilità fino alla completa essiccazione dell’adesivo ed agiscono per evitare il rischio di distacco, fornendo maggiore stabilità in caso di incendio.

 

Il secondo metodo prevede che i pannelli siano:

– fissati meccanicamente con adesivo supplementare con carico distribuito totalmente dai fissaggi

meccanici. Il collante viene utilizzato principalmente per garantire la planarità del Sistema installato

– fissati esclusivamente dai fissaggi meccanici

 

L‘applicazione della colla può avvenire manualmente o a macchina.

In ogni caso occorre verificare che:

– tra pannello isolante e supporto non ci sia aria, altrimenti si verifica un effetto camino;

– il pannello sia fissato uniformemente alla superficie del supporto, altrimenti si verifica un effetto cuscino o materasso, come da figura 1.

L’incollaggio, oltre a supportare il peso del sistema a cappotto deve garantire la tenuta all’azione del vento e la perfetta adesione del sistema.

I collanti, applicati sui pannelli isolanti ETICS si suddividono nelle seguenti categorie:

– collanti in polvere a base di leganti minerali: per esempio a base di calce e cemento;

– collanti sintetici in pasta: per esempio a base di resine organiche;

– collanti bi-componenti minerali-sintetici: per esempio collanti in polvere da miscelare con resine sintetiche;

– collanti monocomponenti a base di poliuretano.

 

Ci sono vari metodi di incollaggio :

 

  • METODO A CORDOLO PERIMETRALE E PUNTI

Realizzare un bordo di colla (cordolo) e due o tre punti di incollaggio al centro del pannello in modo che premendo il pannello isolante sul fondo e rispettando le tolleranze ammissibili per il supporto si abbia una copertura minima di collante del 40%

 

  • METODO A TUTTA SUPERFICIE

La colla può essere applicata sul pannello isolante con una spatola dentata.

Questo sistema di incollaggio è possibile solo nel caso di supporti con sufficiente planarità.

In alcuni casi la colla può essere applicata direttamente sul supporto e comunque seguendo le indicazioni del produttore.

 

 

In caso di incollaggio con proiezione meccanica la colla viene applicata direttamente sul pannello.

L’incollaggio con proiezione meccanica continua può essere realizzato con il metodo a cordolo perimetrale e punti o con il metodo a tutta superficie secondo gli schemi seguenti:

 

 

Per ogni pannello ci sono dei metodi specifici di incollaggio, come ad esempio:

Polistirene espanso (EPS) con il metodo a cordolo perimetrale e punti (consigliato) o superficie totale del pannello;

Poliuretano espanso rigido (PU) con il metodo a cordolo perimetrale e punti (consigliato) o superficie totale del pannello;

Lana minerale (MW), con metodo a cordolo perimetrale e punti o superficie totale non rivestita del pannello.

Per le lamelle di lana minerale (MW Lamelle) è indicato il metodo su tutta la superficie del pannello.

Per migliorare l’aderenza della colla su pannelli in MW, può essere necessario applicare prima uno strato sottile, premendo per farlo aderire meglio per poi applicare la colla subito dopo.

 

Nella coibentazione termica di una parete, i pannelli isolanti devono essere applicati dal basso verso l‘alto, sfalsati uno sull‘altro e completamente accostati. La sfalsatura dei giunti verticali deve essere di almeno 25 cm, come in figura 5.

 

È necessario assicurarsi di eseguire una posa regolare e planare. Non devono esservi fughe visibili.

Le fughe eventualmente visibili vanno riempite con isolante dello stesso tipo e per l’intero spessore del pannello. La malta collante non deve mai essere presente nelle fughe tra i pannelli.

 

 

Quando si tagliano gli elementi di compensazione è necessario rispettare la perpendicolarità utilizzando solo utensili idonei. Non utilizzare pannelli danneggiati, il taglio dei pannelli che sporgono dagli spigoli deve avvenire solo una volta essiccata la colla (di norma dopo circa 2-3 giorni)

I bordi dei pannelli non devono sporgere dagli spigoli dei contorni delle aperture (porte e finestre).

 

 

I bordi dei pannelli non devono coincidere con le fughe determinate da un cambio di materiale nel supporto e nei raccordi di muratura

Per i pannelli isolanti posti in corrispondenza del nodo “parete-copertura” si suggerisce di utilizzare il metodo di posa Floating-Buttering almeno per l’ultima fila di pannelli isolanti, ovvero incollare i pannelli su tutta la superficie con colla applicata sia sul pannello che sul supporto in maniera incrociata, evitando così la comparsa dell’effetto camino.